Punto vendita di Livorno

Il primo Green and Go!

GREEN-CONTEST-PROMO-WEB
6 maggio 2015

MyGreenAndGo Contest

E’ partito il  MyGreenAndGo Contest!!!

Vinci un’estate di insalate e la possibilità di essere protagonista dei nostri menu. Come? E’ molto semplice:

-Condividi sulla tua pagina instagram o sulla nostra fanpage di Facebook la foto della tua insalata mostrandoci il luogo dove te la stai gustando.

-Raccontaci la base che hai usato e gli ingredienti che hai scelto tra i più di 50 che sono a disposizione nei nostri punti vendita.

-Aggiungi #mygreenandgo, #mangiasano e @greenandgo

-Aspetta l’inizio dell’estate per sapere chi è il vincitore del contest, al quale spetterà una G&go card da 100 € da spendere in uno dei nostri 6 punti vendita, e l’inserimento della sua composizione nei menu di tutti i Green&go di italia.

 

Una commissione, composta da un rappresentante per ogni punto vendita, sceglierà i migliori 3 post entro il 21 Giugno (data che sancisce la fine del contest e l’inizio dell’estate), a quel punto sarete voi a scegliere il vincitore. Riposteremo sulla nostra pagina ufficiale le foto finaliste, quindi la foto che riceverà più like sarà la vincitrice.

 

Quindi che aspettate?

Armatevi di creatività e buongusto per scegliere lo scatto migliore e comporre il tuo mangiasano. &go

#mygreenandgo #mangiasano

savethebees
24 aprile 2015

Che Green&go sarebbe senza api?

Green&go per #savethebees

E se le api scomparissero?? come cambierebbe il nostro banco degli ingredienti?

E’ stato eseguito un esperimento che mostra gli ingredienti che non troveremmo più se le api o gli impollinatori in generale cessassero di esistere.

Infatti i ruolo degli impollinatori nella nostra alimentazione è davvero importante: quasi un terzo di tutto il cibo del mondo dipende infatti dalla specie, che comprende anche api e farfalle.

Gli impegni delle autorità su questo fenomeno non si sono rivelati all’altezza fino ad adesso, infatti quasi un decimo della popolazione di api selvatiche europee è a rischio estinzione e, nonostante questo, l’uso dei pesticidi dannosi per api e altri insetti impolliantori sta continuando in tutto il mondo. Di questo passo l’agricoltura si distruggerà da sola.

Mandorle, cetrioli, zucchine, sedano, cavolo, carote, avocado, mele, cipolle, fragole, limone, zucchine, melanzane, broccoli e cipolle sparirebbero dal nostro banco degli ingredienti. oltre a questi si aggiungerebbero anche altri alimenti come per esempio il cioccolato.

Ci riusciamo ad immaginare il nostro mangiasano senza uno di questi ingredienti? o la nostra vita senza cioccolato?

Vi state chiedendo come potremmo contribuire per salvare le api?

Molto semplice, basterebbe piantare in vasi, giardini e aiuole dei fiori locali. Sembra fin troppo semplice, ma secondo gli esperti potrebbe dare un sostanziale aiuto alla salvaguardia delle api.

Un gesto che tutti noi siamo in grado di compiere e che potrebbe significare molto.

Quindi non aspettiamo oltre, armiamoci del nostro pollice verde, piantiamo i nostri fiori e salviamo le api.

#savethebees &go

photo by: huffingtonpost.com

 

 

 

 

10 marzo 2015

L’AGRICOLTURA CHE FA BENE ALLA SOCIETA’

 

Gli orti urbani per socializzare: un aspetto trascurato dell’agricoltura ma che fa parte della coltivazione degli spazi incolti della città.

 

Gli orti urbani sono un fenomeno in crescita in tante parti del mondo. Sono spazi sottratti all’incuria, spesso in zone di degrado della città che grazie alla passione di organizzazioni o di gruppi di amici si trasformano in luoghi dove crescere cibo salutare ma anche relazioni umane.

 

In Italia sono sempre esistiti spazi agricoli all’interno delle città, ed hanno svolto un ruolo importante nella storia del nostro paese, come ad esempio nel periodo della seconda guerra mondiale, dove hanno sostentato ceti meno abbienti messi a dura prova dai vari embarghi e penurie di cibo.

Con la cementificazione e l’urbanizzazione gli orti urbani si riducono.

 

Abbiamo una ripresa di orti urbani soprattutto grazie al fenomeno di periferie-dormitori delle grandi citta del nord dove vi confluisce la manodopera del sud. I comuni iniziano a farsi carico dell’assegnazione dei terreni e delle prime forme di regolamentazione. Così nel 1980 nasce il primo vero e proprio regolamento varato dal comune di Modena.

 

Gli orti urbani si suddividono in due categorie:

  • orti individuali
  • orti comunitari

 

orti individuali o domestici

Sono molti gli orti domestici. Spazi verdi individuali in proprietà private, nati dall’ esigenza di una produzione di frutta e verdure più sana ed economica, ma anche più semplicemente come hobby di chi si può permettere un giardino o una terrazza abbastanza spaziosi da poter ospitare un orto.

 

Orti comunitari o sociali

Nei paesi anglosassoni, dove il fenomeno ha più successo vengono chiamati community garden, sono spazi verdi creati su aree più vaste e gestiti da associazioni o istituzioni.

Questi spazi non solo producono frutta e verdura a basso costo, ma danno valore alla comunità che se ne prende cura.

Dal 1995 nell’East New York enti locali e associazioni cittadine hanno lavorato per riqualificare delle zone di degrado della città, dove sono letteralmente fioriti dei giardini urbani. Non mancano esempi anche in Italia, come in bando ColtivaMi, che a Milano riassegna 171 orti ai cittadini volenterosi di ridare vita a zone inutilizzate della città.

Nella categoria sono compresi anche gli orti aziendali utilizzati da aziende innovative che preferiscono vedere i propri dipendenti impegnati nella coltivazione piuttosto che con problemi psicosomatici legati allo stress dal lavoro. Diffusi soprattutto nella silicon valley, sono terreni di proprietà di aziende dove i dipendenti coltivano per sè e per la mensa comune ortaggi e frutta. I risultati sono stati subito incoraggianti in quanto la collaborazione tra dipendenti si rafforza e si fanno più intensa il senso di appartenenza a un gruppo.

 

L’apporto che ci dà la natura quindi non è semplicemente alimentare e nutritivo. Basti pensare ai benefici che da una passeggiata in un bosco o la vista di un paesaggio di natura incontaminata. Un orto, oltre a darci del cibo sano, ci da la soddisfazione di creare qualcosa di bello in collaborazione con altre persone.

 

Noi di Green&go ci auguriamo che questi fenomeni siano sempre più in crescita, sarebbe una soddisfazione per noi vedere un giorno sul nostro bancone ingredienti prodotti dalla collaborazione di persone che oltre ad una alimentazione più sana hanno a cuore anche il verde urbano.

 

Per maggiori informazioni informazioni sull’argomento e come partecipare all’assegnazione di un orto urbano puoi visitare qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

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